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La vita, le opere, le attività, le battaglie, di un celebre artista |
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Biografia |
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a Roccascalegna, in provincia di Chieti da famiglia di artigiani e contadini; dopo la licenza media lascia la scuola per lavorare con il padre Aurelio come muratore e contadino. Esordisce nella carriera artistica a diciannove anni, vincendo, con una scultura in gesso intitolata “ritratto di vecchio contadino”, la Rassegna delle Arti figurative di Chieti (1939). Nel 1940 si trasferisce a Chieti, dove riprende gli studi e consegue il diploma di maturità
Successivamente si
trasferisce a Roma per studiare presso l’Accademia di Belle Arti dove ottiene
una borsa di studio.
Nel dopoguerra completa gli studi conseguendo il diploma di “belle arti” nel 1946. Dal 1947 è docente presso la cattedra di Plastica ornamentale della Facoltà di Architettura di Roma dove insegnerà fino al 1985. L 'inizio della sua carriera è legato ad una vasta ritrattistica, che, non cercando compiacimenti nei confronti della committenza, amalgama elementi di realismo con richiami poetici alle asperità del suo Abruzzo, destinato a diventare nel corso degli anni una terra lontana, mitica, dal quale ricordo sgorga una figurazione primitiva e severa. Nelle sue opere si intuiscono influenze di diverse personalità quale quella di Angelo Zanelli, suo insegnante all’Accademia ed autore, tra l’altro di opere che ornano l’Altare della Patria quali la grande statua della dea Roma ed i bassorilievi raffiguranti le allegorie del “Lavoro” e dell’”Amor di Patria”, e dell’architetto Luigi Moretti, uno dei padri del razionalismo italiano, con il quale, negli anni della guerra, allaccia un sodalizio destinato a durare fine alla morte di quest’ultimo. Nel 1948 esegue delle opere in stucco che sovrastano la navata centrale della cattedrale di Civitavecchia e delle griglie in bronzo per le pavimentazioni della chiesa di Sant’ Eugenio in Roma. Di quegli anni sono le prime partecipazioni ad esposizioni collettive quali “il treno della rinascita” (1947) ed alla Quadriennale di Roma (1948).
Nel corso degli
anni Cinquanta si dedica ad una ricerca nel campo delle arti figurative che
Il filo conduttore
della sua ricerca artistica e scientifica
A partire dagli
anni Settanta la problematica del rapporto tra l'arte plastica e lo spazio
circostante va ben oltre il rapporto tra la scultura e l'architettura,
coinvolgendo direttamente lo
De Laurentiis
trasporta il problema teorico dello spazio artistico ed architettonico, nel
campo dell'impegno civile e nella salvaguardia del patrimonio artistico e
ambientale.
Gli anni ottanta sono legati ad un ripensamento generale delle sue esperienze artistiche, architettoniche e sociali. Comincia così un lavoro sistematico di rielaborazione e valutazione del proprio operato, nei vari campi che 1o hanno visto protagonista. E' quindi impegnato, ad una codificazione dei propri procedimenti attraverso una rigorosa analisi degli elementi costitutivi dell'opera scultorea e della sua parte visibile e sensibile: la superficie.
Nel 1989 la
Facoltà di Architettura
dell’Università di Roma dedica alla sua opera didattica
ed artistic Dopo una lunga malattia muore nella sua casa di Roma il 17 il ottobre 1991 a Roma lasciando agli eredi il compito di conservare le sue opere, in particolare la collezione custodita nello studio di via Nomentana e di continuare l’opera intrapresa in difesa della storica Villa Blanc. |