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Presso il Museo Nazionale Romano, lo scorso 28 ottobre Duemilaotto,
la Sezione di Roma di Italia Nostra ha presentato la monografia
Antonio Cederna, archeologo, giornalista, UOMO, poeta - scritti per
Roma. Si tratta di una corposa monografia – ben 440 pagine in 2
tomi – che racconta oltre quarant’anni di battaglie romane di
Antonio Cederna, attraverso testimonianze, fotografie e,
soprattutto, un’importante antologia dei suoi scritti apparsi su
“Il Mondo”, “Il Corriere della Sera”, “La Repubblica”.
I due tomi, sono stati curati dall’instancabile Vanna Mannucci - la
grintosa regista di tante battaglie di Italia Nostra - e Antonella
Carandini – presidente per un decennio della Sezione Romana
dell’Associazione ambientalista. Il volume è organizzato per
tematiche, quelle classiche di Antonio Cederna: l’Appia Antica, i
Fori Imperiali, La Collezione Torlonia, la riserva di Capocotta ecc.
In questo contesto un capitolo importante è dedicato a Villa Blanc.
Ed è proprio nella prefazione del capitolo su Villa Blanc, che Vanna
Mannucci ha voluto rendere omaggio alla figura di Pietro De
Laurentiis, sottolineando anche il ruolo attuale dell’Associazione
Culturale Pietro De Laurentiis che si è fatta carico del legato
civile e culturale dello scultore abruzzese. |
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Tratto da:
Antonio Cederna, archeologo,
giornalista, UOMO, poeta - scritti per Roma.
A cura di Vanna
Mannucci e Antonella Carandini. Pg. 349.
Villa Blanc a via Nomentana
Vanna Mannucci
Nel 1974 nella terza Circoscrizione, Quartieri Italia-Nomentano
il verde pubblico era parti allo 0,3 mq ad abitante: cose da Terzo
mondo, nei quartieri tra i più popolari ed importanti dove hanno
sede l’Università, il Policlinico e le stazioni Termini e Tiburtina.
Sulla via Nomentana poi, la strada più bella fuori dalle mura, per
somma ingiuria erano state distrutte dopo l’Unità d’Italia, le più
belle ville suburbane che facevano corona al centro storico e da
sponda alla strada verso la campagna romana.
La gente, i cittadini, dopo gli anni del boom cominciarono a pensare
ai propri diritti al verde, all’ambiente, ai beni culturali, e
organizzati in comitati reclamavano maggiore qualità della vita
urbana.
C’era anzitutto Villa Torlonia, nelle mani dei proprietari che
tramavano cessioni dietro cubatura.
E poi villa Mirafiori, Villa Blanc e villa Leopardi nelle mani delle
società immobiliari.
La gente era molto arrabbiata. Si battevano i pugni per Villa
Torlonia e per Villa Mirafiori. Ma ancora non si otteneva nulla.
E fu allora che arrivò la notizia che l’Ambasciata tedesca stava
comprando dalla Società Generale Immobiliare la storica Villa Blanc.
Quattro ettari unici di palmeto, con villa e villini, unico
passaggio verde tra la Nomentana e le fitte palazzine di Via
Lanciani e di Piazza Armellini.
Fu una rivolta generale, accesa dalle parole di Pietro De Laurentiis
(lo scultore che ci apriva le porte della sua officina in affitto
dentro il parco) e dagli scritti di Antonio Cederna.
Figurarsi come ci andò a nozze Antonio Cederna.
Lui che misurava i metri quadri di verde pubblico come indice di
civiltà di un popolo e che quotidianamente insegnava a far valere i
propri diritti di cittadini contro le privatizzazioni. «Abbiamo una
foglia di prezzemolo a testa…» tuonava, per ribadire che il verde
pubblico era ridicolo.
Privatizzare era per lui una bestemmia. «Come!... vi hanno fatto
vivere in edifici prigione, parete contro parete, cemento sopra ed
asfalto sotto, senza la consolazione di un filo d’erba e poi arriva
qualcuno che tiene solo per sé, anche quel poco che lenirebbe simile
giungla urbana».
Non solo ma vedeva con l’arrivo di una ambasciata il peggio del
peggio delle privatizzazioni.
Sottratta per sempre a chi ne aveva sostanzialmente diritto, e poi
addirittura cancellata alla vista dei comuni mortali, dietro
cancellate super sorvegliate ed invalicabili.
Parole che accesero gli animi. A quei tempi quando la gente andava
in Consiglio comunale c’era modo di farsi ascoltare. Pochi giorni e
Villa Blanc cambiò destinazione da verde privato a verde pubblico,
mentre la Soprintendenza metteva finalmente il vincolo monumentale
su edifici e giardino. Il Sindaco Darida confidò che i tedeschi
imbestialiti gliela avrebbero fatta pagare.
Qualche revisionista oggi ci accusa dicendo che, in fondo,
l’Ambasciata di Germania avrebbe rinunciato alla demolizione (posta
peraltro quale condizione per l’acquisto sull’atto di vendita) e
l’avrebbe alla fine magnificamente restaurata.
E ci accusa, «siete ancora lì a spiare tra e siepi una villa chiusa
ed un edificio che va in rovina.»
A parte il fatto che i tedeschi l’avrebbero sicuramente spianata con
i bulldozer, resta il fatto che una volta blindata quella villa e
quel bene culturale sarebbe stato come non più esistente.
Questo è quello che pensiamo e questo continuiamo a praticare e
ripetere poiché la battaglia contro la privatizzazione dei beni
culturali del paesaggio e dei beni comunali come le spiagge, le rive
e i monti è la parte più importante del testamento civile di Antonio
Cederna.
Ancora nel suo ultimo scritto su ciò che andava assolutamente fatto
con la legge di Roma Capitale, Villa Blanc con Villa York e Villa
Manzoni erano ai primi posti: era preoccupato che andassero in
briciole. La villa, grazie al rifacimento del tetto imposta dalla
Soprintendenza è per fortuna ancora in piedi. Dopo mille traversie
giunta nelle mai della LUISS è ora in attesa di acquisizione da
parte del Comune.
Abbiamo aspettato 30 anni, molto è andato perduto, molto sarà
sacrificato negli accordi che il Comune dovrà fare con la LUISS ma
alla fine il diritto ad entrare ogni giorno, ogni volta che
vogliamo, ogni volta che vorremo stupire un amico nella villa
storica che ci spetta di diritto, sarà acquisito. Con grande volontà
e testardaggine il Presidente del III Municipio, Orlando Corsetti,
con l’Associazione Culturale Pietro De Laurentiis, con Italia Nostra
ed i cittadini, ce l’hanno fatta. Villa Blanc comincerà finalmente
una nuova stagione. |